Intervista a don Luigi Maria Epicoco

Non posso iniziare l’ articolo, senza ringraziare l’ Immacolata per questo dono di poter incontrare don Luigi Maria e di poterlo riprendere durante questa piccola intervista.

Voglio ringraziare anche tutte le persone che hanno pregato per me, affinché potessi riuscire in questo tentativo, i collaboratori di don Luigi e in modo particolare don Luigi, perché nonostante sia un sacerdote particolarmente impegnato su tanti fronti, è riuscito a donarmi del tempo che spero possa trasformarsi in speranza, per chi sarà raggiunto dalle sue parole.

Quando avevo pensato di intervistarlo, pensavo che avrei scritto l’ articolo trascrivendo l’ intervista, invece vorrei raccontarvi quello che mi ha colpito profondamente..

Mi ero preparato minuziosamente.. cavalletto, microfono esterno, le domande da fare.. ed invece sapevo che mi sarei dovuto aspettare delle sorprese.. si a partire dall’ imprevisto che ha colpito la persona a cui avevo chiesto da tempo di accompagnarmi.. Poverina era dispiaciuta e preoccupata di non potermi aiutare, ma era stata male durante la notte e non potevo portarla con me per un viaggio simile.. 150 km di strada per andare e altrettanto per tornare.

Il giorno prima mi era stato chiesto se fosse possibile anticipare l’ intervista alle 10.00 e considerando che la S. Messa sarebbe iniziata alle 10.30, le mie speranze di poter effettivamente riuscire nell’ impresa, stavano per essere intaccate..

Ma qualcosa dentro mi diceva ” dai, ce la puoi fare..”

Quando sono arrivato, sono rimasto colpito.. in quel luogo fortemente provato dal terremoto del 2019, si vedono i frutti del lavoro paziente e doloroso di tutta la comunità, le persone si raccolgono in preghiera per il Rosario e la Messa domenicale. Famiglie con i loro bambini, alcune suore che accompagnano il canto, dei collaboratori di don Luigi che si mettono a servizio della comunità ma soprattutto un sacerdote umile, gentile, pieno di impegni ma che riesce a rimanere calmo anche quando tutto si accavalla.

Ma quello di cui vi voglio parlare è del sacerdote don Luigi innamorato di Gesù, innamorato della sua parrocchia a cui si dedica con tutto se stesso e per la quale mi pare di vedere la sua sofferenza nel non poter darle di più di quel che può, così impegnato con gli atenei, i convegni etc.. etc..

Sono sincero, mi ero portato dietro uno dei suoi libri, letto e riletto su cui nel tempo, avevo evidenziato le parole che più mi avevano colpito. Volevo chiedergli di scrivere qualcosa firmandolo. Avrei voluto farmi una foto con lui, anche se non sopporto i selfie, avrei voluto lasciare un rosario che avevo preso a Medjugorje diversi anni fa.. ma non l’ho fatto.

Il mio ringraziamento a San Carlo, che è stato il motore che mi ha spinto a creare il sito e ad osare..

Li per li, non l’ho fatto perché il tempo è stato tiranno, ma avrei potuto farlo magari, in quei minuti dopo l’ intervista e prima dell’ inizio della Messa, chiedere ai collaboratori di poterlo fare, ma ho pensato:

” Fabry, fatti bastare quel che hai ricevuto e lascia spazio anche ad altre persone “

Ecco c’ho pensato e credo sia stato un bene, si perché riflettendo su questa cosa, mi sono reso conto di quanto sottilmente riusciamo ad essere ingordi anche nelle relazioni, soprattutto nel cercare di soddisfare la propria fame spirituale. Credo che ognuno debba conoscere di più se stesso/a per poter comprendere se ciò che lo muove nel campo spirituale sia la ricerca di Dio nella verità, oppure la “gola” che lo spinge ad appagare un insaziabile vuoto che mai nessuno sarà in grado di colmare.

Con questa premessa, mi auguro che questa intervista possa soddisfare le vostre domande e che possiate comprendere il desiderio di un sacerdote che vuole svolgere con amore il proprio ministero, senza essere sopraffatto dalle richieste, ma di essere accompagnato con la nostra preghiera, in quella che è la missione che il Signore gli ha affidato.

Buona visione.

Repost dai “Nidi dell’ Immacolata” di Fabrizio Crisofanilli

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